La strada di sempre
16 ottobre 2003. La mia laurea.
16 ottobre 2021. La presentazione del mio libro, al Salone del libro di Torino, con lo Stato Maggiore della Difesa.
Due date importanti. Non soltanto numeri sul calendario, ma anni che passano, chilometri macinati, sacrifici, l’età che avanza, soddisfazioni, traguardi raggiunti, consapevolezza e qualche delusione. E, soprattutto, tanta passione per quella strada imboccata a diciotto anni: il giornalismo. Un percorso difficile, che non ho mai rinnegato da ben 23 anni.
Al mio fianco, papà, i miei fratelli con le loro famiglie e mamma, che da 32 anni mi accompagna dal suo angolo di cielo. Mia nonna, mio nipote piccolissimo, zii, cugini e un pullman di parenti e amici arrivati a Salerno dal paese. Con me, tutte le persone che mi vogliono bene.
Papà, così orgoglioso di me, mi regalò, con sacrifici, una bellissima festa. Ero felice anche perché avevo scelto l’abito della laurea insieme a mio fratello e tra le mani un bouquet di rose, dono dell’altro mio fratello e di mia cognata. Una famiglia che, con tutto l’affetto possibile, mi è sempre stata accanto.
Non sono una persona che ama sbandierare i propri traguardi o darne troppo risalto. Ma oggi ho la conferma che i sogni si costruiscono pian piano, un passo alla volta. Non sono il frutto di decisioni estemporanee, ma di scelte che maturano nel tempo, di costanza, di ostinazione e di quella passione che continua a indicarti la direzione.
Tra qualche mese ricorreranno anche i vent’anni dalla mia iscrizione all’Ordine dei giornalisti, nell’elenco dei professionisti. Ho bruciato tante tappe, sempre con la sensazione di dover correre, come se il tempo non bastasse mai. Ma quando si è ragazzi, la vita la si mangia a morsi.
Oggi ricordo tutto questo e mi concedo il mio piatto preferito: un buon brodo con le stelline, durante il mio turno di reperibilità lavorativo.
Nessun brindisi. Eppure, da stamattina, queste due date mi accompagnano nei pensieri.
E, mentre ripercorro la strada fatta, mi sento realizzata. Non arrivata, perché c’è sempre tanto da imparare.
Ma oggi c’è una donna che sa riconoscere il cammino percorso ed è orgogliosa di sé.
Crescere significa anche questo: guardarsi indietro e apprezzare il valore di ciò che si è costruito. Con gratitudine per chi c’è stato, per chi c’è e per tutto quello che mi ha portata fin qui.
Maria Brigida Langellotti

