I “primi passi” sono quelli che muoviamo da bambini: incerti, piccoli, ma sufficienti a segnare il confine tra il bisogno di essere sorretti e l’inizio dell’autonomia. Da quel momento, la vita non è altro che un continuo susseguirsi di “primi passi”.
Accade quando si inizia a studiare, si impara a guidare, si entra per la prima volta nel mondo del lavoro. Ci sono i “primi passi” nelle amicizie, nei rapporti sociali, nei legami più profondi. Un alternarsi di avvicinamenti, partenze, distanze e ripartenze.
Ma i “primi passi” più difficili sono quelli interiori. Quelli che si compiono quando una consapevolezza cambia tutto e si comprende che è arrivato il “momento zero”: il punto in cui bisogna staccarsi da ciò che si pensava vero, da certe idee ormai troppo strette e costruite nel tempo.
Capita anche con le persone. A volte si continua ad avere fiducia in qualcosa che si pensava fosse autentica. Poi all’improvviso arriva una consapevolezza diversa e si capisce di essersi sbagliati. Anche quella è una forma di “primo passo”: imparare a camminare dentro una nuova verità.
Il cambiamento, in fondo, ci riporta sempre lì: al punto di partenza. Perché ogni nuova idea, ogni nuova consapevolezza, ogni nuovo inizio, è un invito a camminare ancora.
Maria Brigida Langellotti
